4° Lab Teatrointransizione – il Cosa – IL CUORE

martedì, aprile 12th, 2016

teatro in transizione

“Quando ci troviamo in uno stato di apertura e di creatività e ci sentiamo connessi con gli altri e con noi stessi, prendiamo le decisioni migliori. Siamo capaci di vedere in modo più ampio e di scorgere le conseguenze nel tempo di quello che stiamo facendo.” Sophy Banks

In questo quarto incontro del laboratorio di TeatroinTransizione, abbiamo continuato ad esplorare il COSA sarà questo spettacolo sulla Transizione che è necessario intraprendere per uscire da questo attuale modello socio-economico insostenibile. Dopo essere passati dalla TESTA (n.3) , questa volta ci siamo soffermati sul CUORE.


[nei primi due incontri ci eravamo chiesti PERCHE’ (n.1) e COME (n.2) farlo questo spettacolo]

Visto che per prima cosa bisogna partire da se stessi, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo chiesti: “come stiamo?”. Eravamo tutti molto stanchi**, quindi abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo per la cura di noi…

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Le bufale sul referendum del 17 Aprile

martedì, aprile 5th, 2016

Tempo di referendum.tra una bufala e l’altra il sito di aspo appare come sempre credibile

Risorse Economia Ambiente

CERVIA A CLUSTER

Si dice che, se passerà il referendum, saremo costretti a chiudere i rubinetti al 60-70% della produzione nazionale di gas naturale.

Sarà vero?

Di Dario Faccini

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Cambiamento Climatico

lunedì, febbraio 1st, 2016

Green washing cambiamento climatico e Maurizio Crozza

“forse lei pensa che l’elettricità in questo pianeta si ottenga sfregando maglioncini infeltriti”

 

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ARCHIVIO DIGITALE INFINITO

giovedì, gennaio 7th, 2016

IL SOGNO DI TUTTI QUELLI CHE LAVORANO CON L’IMMAGINE SI È CONCRETIZZATO IERI.

LA BEFANA HA REGALATO A TUTTO IL MONDO UNA MAPPA INFINITA DI IMMAGINI AD ALTA RISOLUZIONE.

E NAVIGAR È DOLCE IN QUESTO MARE

 

 

 

Mi scappa il Post

sabato, dicembre 19th, 2015

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Avvertenza per l’uso : questo post potrebbe avere contenuti altamante retorici e anche autoreferenziali. Colonna sonora consigliata Two Rocks And A Cup Of Water di Massive Attack da Danny The Dog [OST]

Ebbene si mi scappa il post…come potrebbe essere altrimenti dopo la 1 Festa del Dono e del Baratto ,  durante la quale ho visto una contaminazione spontanea tra quelli che ci ostiniamo a chiamare immigrati e il popolo indigeno (cioè noi). La frase più bella che mi ha ripagato dell’estenuante giornata l’ha detta ovviamente una bambina, alla fine della serata “è stata la più bella giornata della mia vita”, ma tutti, davvero tutti i residenti del Galaxy e quelli del Quartiere mi hanno detto, chiesto ripetutamente “quando la rifate?”.

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Arte Partòt

lunedì, novembre 30th, 2015

una-delle-opere-di-jackson-pollock-al-moma

Arte Paròt

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Caravan Petrol

lunedì, novembre 30th, 2015

caravanpetrol

Il governo di Stoccolma ha deciso di avviare un percorso che porterà nel giro di 20 anni a rinunciare completamente all’impiego delle fonti fossili  nella produzione di energia elettrica. In questo modo, la Svezia si candida a diventare uno dei primi Paesi al mondo che genererà tutta l’elettricità consumata nei propri confini attraverso l’utilizzo esclusivo di fonti rinnovabili. Speriamo che altri seguano questo esempio. Libia,Iraq, Kuwait, Siria, Nigeria, Sud Sudan, Ucraina non sono altro che Paesi in lotta per risolvere questioni energetiche. Tutte situazioni che l’intervento militare ha tutt’altro che risolto, lasciando i Paesi nel caos più completo e le loro popolazioni nel terrore della guerra civile.

Qui sotto un video espilcativo e divertente

 

 

teatro in Transizione

lunedì, ottobre 12th, 2015
Teatro in Transizione

Teatro in Transizione

Dopo innumerevoli tentativi di inserirlo nelle attività festaiole (e non solo) dedicate alla Transizione, credo che finalmente a Panta Rei sia salpata la Nave del Teatro in Transizione.

Esiste addirittura un blog che Luca il pervicace  (quello in primo piano nella foto) ha creato e nel quale spiega più o meno quali sono gli intenti e le intenzioni di questo aspetto ludico-creativo in gran parte resiliente (e sottolineo la parola ludico: si notano i sorrisi sulla faccia delle persone?).

Per quanto mi riguarda sono anni che dico che l’improvvisazione teatrale è resilienza (a questo link lo spiego bene) e a Panta Rei ho ancora una volta compreso che lavorare in gruppo su dinamiche di ascolto e ritmo comune, facilita la creatività e il pensiero innovativo. Leggi il seguito di questo post »

Siccome che l’arte deve da esse per tutti

domenica, febbraio 22nd, 2015

barcaccia

L’Arte spiegata ai truzzi

L’ultimo post era sul tema Monotonia e Routine che neanche a farlo apposta dopo che l’ho scritto mi è successo di ogni, come si dice  qui a bologna, anche robbe belle pe carità come se dice a rroma ,

Perchè parlo romano, adesso? che ce voolete fà ce metto n’attimo a entrà nel clima e siccome che certi tifosi olandesi hanno appena sfonnato la barcaccia io trovo che bisognerebbe spiegarje le cose a sta ggente , avvicinandoli con un linguaggio appropriato. Non so, na robba tipo Arancia Meccanica che li costringi a guardà li video de li peggio noisi professo’ de storia dell’arte del mondo, 24 ore su 24 co’ gli occhi sbarrati.

Mica cose divertenti come quelle di Paola Guagliumi e dalla sua Arte spiegata ai truzzi…

Monotonia e Routine

giovedì, dicembre 25th, 2014

che barba che noia

<Per un certo periodo, tra il 1933 e il 1938,  ho lavorato di notte, a un lavoro di routine..Accanto a me c’erano dei colleghi della mia stessa età, ma la maggior parte erano più vecchi di me. Alcuni anche erano già molto anziani. Tutti evidentemente, da giovani, avevano sperato di poter fare qualcosa di più brillante, di fare gli inviati speciali, per esempio, cioè di fare grandi reportages, di viaggiare per il mondo, eccetera… E poi a poco a poco si erano fossilizzati lì, nella redazione, rinunciando progressivamente alle loro speranze. E questa grande occasione che probabilmente ciascuno di loro aveva sperato magari inconsapevolmente, si era fatta sempre più lontana e improbabile e si era perduta del tutto. Questa monotonia del lavoro […] mi ha fatto venire in mente di scrivere una storia in cui venisse riassunto il destino dell’uomo medio, dell’uomo che spera in questa grande occasione, che fa di tutto per farla venire, e questa occasione appare, sembra che stia per realizzarsi e poi scompare e se ne va via. Oppure, quando arriva, è troppo tardi per lui…>>

Le prole sono di Dino Buzzati  e si riferiscono al periodo in cui lavorava al Corriere della Sera, La storia che gli è venuta in mente decide di chiamarla “La Fortezza” e consegna, nel gennaio 1939  il manoscritto all’amico Arturo
Brambilla perché lo inoltri all’editore Leo Longanesi. Grazie alla segnalazione di Indro Montanelli Longanesi  acconsente alla pubblicazione del romanzo a patto che però l’autore cambi il titolo che potrebbe costituire una troppo palese allusione alla guerra ormai vicina.Il nuovo titolo è “Il deserto dei Tartari”.