Cambiamenti climatici

sabato, febbraio 11th, 2012

E’ un febbraio antico, le persone si danno una mano, i paesi si arrangiano da soli. La politica sotto la neve ridiventa servizio e sta nella domanda al vicino: di cosa hai bisogno?

Erri De Luca

Quest’uomo ha il dono della sintesi non c’è che dire. Come tutti i poeti riesce in due frasi a rendere il senso della vita di questi giorni.Il cambiamento climatico ha portato anche ad un miglioramento del clima tra le persone (la cosa che colpisce di più è questo silenzio al rallentatore…)

Sembra che questo 2012 si voglia far ricordare… un pò a tutti vengano in mente immagini dell’apocalisse e del diluvio universale, perchè in fondo a noi ci piace l’idea che qualcuno\qualcosa arrivi a bacchettarci definitivamente per tutte le nostre azioni scorrette.

E’ tutta una questione di teodicea (ovverro : giustizia divina )

Per Sant’Agostino, la punizione divina ristabilisce l’ordine della creazione, ovvero l’ordine imposto da Dio. Inoltre, infliggendo ai peccatori la pena della sofferenza, li mette in condizione di apprezzare la differenza tra il bene e il male e così di redimersi.

« Cosicché, se quelli, per iniquità della loro volontà, avranno fatto cattivo uso dei suoi beni, Dio, per la giustizia del Suo potere, farà buon uso dei loro mali, ordinando giustamente nelle pene coloro che hanno pervertito l’ordine nei loro peccati »

E’ giusto dire allora che questa nevicata potrebbe farci capire che ogni tanto non ci fa male guardare,curare,aiutare il prossimo nostro (che tanto prima o poi tocca anche a noi).E se pensiamo che in fondo noi non ce lo meritiamo perchè da sempre abbiamo uno stile di vita etico e sostenibile, può essere utile rinfrescare alla memoria la  storia di Giobbe. In preda ad atroci dolori, si sente dire proprio dall’amico che tale sofferenza “se l’è meritata”; Giobbe, invece, sa di essere innocente, infatti egli è il simbolo della sofferenza innocente. Invano gli amici si ostineranno nel ricercare un peccato nella vita di Giobbe che possa giustificare quanto è accaduto….

Giobbe prese a dire:”In verità io so che è così e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio?
Se uno volesse disputare con lui,non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille.Egli è saggio di mente, potente di forza:
chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo? Egli sposta le montagne ed esse non lo sanno, nella sua ira egli le sconvolge.Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.Comanda al sole ed esso non sorge e mette sotto sigillo le stelle. Lui solo dispiega i cieli e cammina sulle onde del mare.Crea l’Orsa e l’Orione,le Plèiadi e le costellazioni del cielo australe.Fa cose tanto grandi che non si possono indagare,meraviglie che non si possono contare.Se mi passa vicino e non lo vedo,se ne va e di lui non mi accorgo.Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire?Chi gli può dire: “Cosa fai?”.
Dio non ritira la sua collera:sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di Raab.Tanto meno potrei rispondergli io,scegliendo le parole da dirgli;io, anche se avessi ragione, non potrei rispondergli,al mio giudice dovrei domandare pietà.Se lo chiamassi e mi rispondesse,non credo che darebbe ascolto alla mia voce.Egli con una tempesta mi schiaccia,moltiplica le mie piaghe senza ragione,non mi lascia riprendere il fiato,anzi mi sazia di amarezze.
Se si tratta di forza, è lui il potente;se di giustizia, chi potrà citarlo in giudizio?Se avessi ragione, la mia bocca mi condannerebbe;se fossi innocente, egli mi dichiarerebbe colpevole.Benché innocente, non mi curo di me stesso,detesto la mia vita!Per questo io dico che è la stessa cosa:egli fa perire l’innocente e il reo!Se un flagello uccide all’improvviso,della sciagura degli innocenti egli ride.La terra è lasciata in balìa del malfattore:egli vela il volto dei giudici;
chi, se non lui, può fare questo?I miei giorni passano più veloci d’un corriere,fuggono senza godere alcun bene,volano come barche di papiro,come aquila che piomba sulla preda.Se dico: “Voglio dimenticare il mio gemito,cambiare il mio volto e rasserenarmi”,mi spavento per tutti i miei dolori;so bene che non mi dichiarerai innocente.Se sono colpevole,perché affaticarmi invano?Anche se mi lavassi con la neve e pulissi con la soda le mie mani,allora tu mi tufferesti in un pantano e in orrore mi avrebbero le mie vesti.Poiché non è uomo come me, al quale io possa replicare:”Presentiamoci alla pari in giudizio”.
Non c’è fra noi due un arbitro che ponga la mano su di noi.Allontani da me la sua verga,che non mi spaventi il suo terrore:allora parlerei senza aver paura di lui;poiché così non è, mi ritrovo con me solo.

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