PROPAGANDA | menzogna romantica vs verità romanzesca

giovedì, marzo 22nd, 2012

Alcuni sostengono che la storia dica la verità e che la letteratura sia tutta invenzione. A me pare che sia proprio il contrario : la storia, quella dei dotti e degli amanuensi è una favola,mentre la nostra storia quella  che ci siamo costruiti durante la nostra vita, con i nostri genitori, i nostri  nonni, insomma quella storia definita privata è vera e importante quanto quell’altra, anzi di più.

E questo l’ho sempre pensato fin da piccola, che mi guardavo attorno quando eravamo  a tavola.

Assisa su un alto seggiolone,imboccata da Nunziatina, la nipote di turno a far da tata, sovrastavo i miei tre  fratelli. Mio padre a capotavola dispensava perle di saggezza, mia madre seduta a lato ci guardava sorridendo e io provavo un sentimento di orgoglio come se intorno a quel desco ci fossero i cavalieri della tavola rotonda, che alla tivvù facevano la pubblicità (come  mai non siete in otto? perchè manca Lancillotto).

Questa immagine impressa nella mia memoria spiega più di ogni altra cosa il clima degli anni ’60, ma nei libri di storia  il passato continua ad essere una storia fatta di mezzi di proprietà, rapporti,condizioni climatiche.

Gli avvenimenti sporadici, quelli delle persone, non hanno alcun rilievo, possono essere tralasciati o descritti in modo da non distogliere l’attenzione dalle questioni essenziali.In questo vengono in aiuto le locuzioni, appositamente coniate

la conquista della supremazia

l’improvviso arresto dello sviluppo

il soffocamento delle tendenze separatistiche

i flussi migratori

Niente  assalti a tradimento, stupri,imboscate e persecuzioni.

Solo parole che non grondano sangue, che non spargono all’intorno scintille capaci di appiccare incendi, come fanno invece le parole della letteratura e della poesia.

Tutti i testi antichi sono copie, a uso e consumo dei nuovi padroni e signori, in tempi diversi e con diversi intenti trascritte, tramandate e tradite.

Senza andare  a rivangare la storia di Caino e Abele, per molti versi simile, basterà pensare alla storia di Romolo e Remo (i figli della lupa, ovvero dei figli di puttana, gicchè la lupa altro non è che lavoratrice di un lupanare)

Il gesto di romolo che uccide il fratello non sarà certo considerato degno di virtù e quindi vai con la storia riveduta e corretta. Ecco alcune voci che di volta in volta circolavano all’epoca :

Remo era una canaglia, forse addirittura fu ucciso da qualcun altro

Remo non era una canaglia, fu ucciso per errore

Remo non fu ucciso aveva semplicemente preferito la campagna alla città

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