Il terremoto e la Trafila Romagnola

sabato, giugno 9th, 2012

Mi accorgo ora che son passati 20 giorni dall’ultimo post dedicato alla bomba di Brindisi e sono stati effettivamente  giorni molto intensi.

Alla chiusura normale delle attività scolastiche,corsistiche, varie ed eventuali  che prevedono saggi,pizzate,incontri e altre amenità di questo tipo, si è aggiunto il carico da briscola delle frequenti scosse sismiche.

Che qui a Bologna si sentono anche poco ma intanto si sentono e oggi stanno cominciando a smantellare la torre del Mulino Parisio.

L’impressione è che l’onda lunga della botta debba ancora arrivare, un terremoto interiore che coglierà le persone di sorpresa quando dovranno riprendere la loro vita normale e nulla sarà mai come prima.

Purtroppo sono assolutamente convinta di questo. La mancanza di liquidità ormai è cronica e se ci saranno sacche di persone che ricaveranno denaro dalla ricostruzione non saranno certo i privati ma quelli della Banda della Mayana.

è impensabile che si riesca a ricostruire un meccanismo di eccellenza come quello preesistente seguendo lo stesso modello che si è usato negli ultimi 30 anni : capannoni in cemento armato tirati su in fretta perchè bisogna ripartire con la produzione.

Così mji domando e dico :  è un sogno pensare che proprio da questa terra possa ripartire un modello diverso? Che proprio qui e ora possiamo offrire un esempio riproducibile altrove?

Lo dico pensando non solo ai movimenti cooperativi ma anche a quell’esempio “fulgido e vibrante” di storia patria non ancora scritta : la trafila romagnola.

2 agosto 1849 :p Per tredici giorni Garibaldi e i suoi verranno presi in consegna dalla rete clandestina dei patrioti repubblicani romagnoli, per essere portati in salvo.  Dalle valli del Delta del fiume Po, alle balze di Modigliana, attraverso i territori del Ravennate e del Forlivese, si snoda una lunga Trafila di solidarietà e di resistenza, grazie alla quale potranno salvarsi almeno il generale Garibaldi e il suo luogotenente Leggero (Anita come si sa, non ce la farà).

Credo che ci sia spazio per tutti, ciascuno con i suoi minuscoli compiti può dare qualcosa e molti lo stanno già facendo per fortuna, offrendo non solo cibi e vestiario ma anche supporto psicologico per attutire gli effetti dello shock.

Per concludere, prendo a prestito come al solito le parole di un poeta.

“La vita degli umani è viaggio nelle sfortune e vivere oltre le tragedie che incontriamo è l’eroismo di ognuno; noi dell’oggi siamo l’atto presente delle antiche epopee, ciò che ancora non muore degli eroi trascorsi. E quando dimentichiamo tutto ciò, dimentichiamo noi stessi e ci perdiamo, naufraghi di un’estenuante stagione presente senza ragione alcuna.

Per questo, portare memoria è portare passione per sé e per i propri fratelli, amore per la vastità della vita, di quella che è stata e di quella che si va facendo; è desiderio di ciò che verrà, che potrà venire se continueranno tra gli umani a nascere eroi e ogni umano a riconoscersi eroe con loro. Perché, ancora una volta e un’altra, e ancora e ancora, la sfortuna non prevalga sulla bellezza, la tragedia non schianti le anime.

Ed è così che le storie più belle sono anche e sempre storie di vittoria, vittoria oltre ogni sconfitta; perché nel racconto la vita non si spegne mai, né mai si consumano le speranze di un ulteriore destino. Nessuna sconfitta è definitiva se non nel silenzio, nessuna tragedia è stata vana finché c’è una voce che ne porta viva memoria. Ed anche solo essere vivi e portare con sé, nella propria, le vite passate è vittoria sulla peggiore delle sconfitte: la smemoratezza.”

Maurizio Maggiani

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La foto sopra  risale al 2 agosto 1980, la strage alla stazione di Bologna che io ho vissuto in prima persona.

il rimando è dovuto soprattutto a un’immagine che ricorre in questi giorni quando si parla di terremoto : questa qui sotto. Insomma, a me ha fatto venire in mente l’orologio della stazione di Bologna fermo alle 10.20,che era l’ora in cui Stefano aveva il treno ….(Stefano è nella foto sopra con un’improbabile camicia fucsia)

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2 commenti su “Il terremoto e la Trafila Romagnola

  1. […] 2 agosto e ho già scritto in occasione del  terremoto. Mi ha coinvolto in maniera molto personale, senza conseguenze (così come senza conseguenze fu […]

  2. […] Del 2 agosto a Bologna ho già scritto in occasione del  terremoto. […]

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