Archivio per la categoria ‘AgriCulture

Passi da Gorilla

mercoledì, giugno 11th, 2014

seminiamostorie

Uno dei miei pallini è quello del teatro Sociale. Mi viene da lontano da quado al Dams ho studiato con Scabia.

Il suo libro”Il Gorilla Quadrumano” raccontava  un’esperienza totale di teatro sociale itinerante. Il racconto, anche fotografico lo trovate qui e non serve che io aggiunga altro.

Scabia ci insegnava “che il teatro andava dilatato, doveva essere una domanda aperta, una sonda, un processo continuo, un intrecciare socialità. Il teatro che sognavamo non nasceva nell’istituzione teatrale: era una richiesta di diversi rapporti, di altre profondità culturali e conoscitive”. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Cosa vuol dire Nutrire

giovedì, maggio 22nd, 2014

 

Nuovo e utile

Expo 2015: che cosa mai vuol dire nutrire il pianeta?

Il Corriere della Sera titola in prima pagina Coraggio e creatività per Milano. Seguono oltre ottomila battute per dire, nell’ordine, che: l’imperativo è salvare l’Expo. “Allarme Milano” deve diventare “speranza Milano”. Bisogna tradurre i progetti in azione. Ci vuole un “momento collettivo” per mobilitare “le energie migliori dell’Italia che ce la fa”. Serve qualcosa di positivo. E (non poteva mancare) ci vuole “un appello ai giovani”. Perché (e come no?) “bisogna fare quadrato”.
Leggo, e mi viene il mal di mare.

Tra un’esortazione e l’altra, le ottomila e più battute citano, in ordine sparso: un convegno prossimo venturo. Una settimana europea del paesaggio. La funivia per salire sul Duomo. Il recupero di una piscina abbandonata. Una “traversata nel deserto con tante idee per cambiare Milano”. Per carità: egregie iniziative. Però.

È stata una delle voci più autorevoli del dibattito politico nazionale, l’energico comico genovese che non guarda in faccia a nessuno e dice le cose come stanno (sto ovviamente parlando di Maurizio Crozza), a porre, finalmente, la domanda che tutti dovrebbero farsi: a che cosa serve l’Expo? Aggiunge il saggio Crozza: di altri eventi, lo scopo si capisce. Ma che cosa mai vuol dire nutrire il pianeta?

La domanda è semplice. Ma le sconclusionate tracce di Expo che già affiorano dal caos suggeriscono l’assenza di risposte coerenti. C’è l’estroversa mascotte disneyana fatta di frutta e verdura, che niente c’entra con un logo tutto spigoli e complessità (uno specchio di luce e di vita!), che niente c’entra coi due grevi accrocchi metallici spuntati, ahimé, davanti a piazza Castello (una sorta di teaser della programmazione ventura!), che niente c’entrano col mercatino retrostante (tra le offerte: birre artigianali e telerie per la casa, confetti di Sulmona, sciarpe del Milan), che niente c’entrano col calendario degli eventi targati Expo.

Dopo diversi clic, districandomi tra pagine web luccicanti come vetrine di Natale, arrivo a Calendario maggio 2014. Dentro ci sono sì cose interessanti sul cibo, ma anche roba ugualmente pregevole che non c’entra neanche di striscio: dalla tre giorni di pianoforte al festival del tango, dalla violenza sulle donne alla mostra di Bernardino Luini, all’agenda digitale, all’animazione per bambini con bolle di sapone, alla gara di canoa e al rugby nei parchi. Di nuovo: qual è il senso?

Lavoce.info parla di ubriacatura retorica collettiva, aggravata da stime economiche azzardate: passata la sbronza, c’è il rischio di accorgersi di essersi fatti male.
Non discuto delle stime economiche – non è il mio ambito di competenza – ma a parte quelle, che forse andrebbero sobriamente riviste, l’Expo potrebbe sviluppare un valore, immateriale sì ma importante, se aiutasse Milano a riappropriarsi di una capacità di progettare svanita da oltre vent’anni.

Progettare, però, è qualcosa di diverso dall’ammucchiare. E le persone brave ed entusiaste che oggi lavorano per Expo lo farebbero con efficacia maggiore disponendo di criteri congruenti ed espliciti a tutti. Dunque, torniamo al punto: che cavolo può voler dire “nutrire il pianeta”?

“Nutrire il pianeta” non è un’etichetta o l’insegna di una vetrina in cui cacciare qualsiasi offerta. Potrebbe diventare un progetto, se avesse una struttura capace di ordinare proposte dando loro una prospettiva.

Se fossi la Fatina delle Cause Rischiose, con un colpo di bacchetta proverei a rendere leggibile Expo mettendo a sistema codici, iniziative e proposte attorno a parole-chiave che chiariscono il concetto di “nutrire” traducendolo in azioni positive.

Per esempio: “nutrire” significa rafforzare (le pratiche colturali e alimentari virtuose. I nuovi orientamenti al biologico. La consapevolezza del legame tra cibo e salute…). Significa rispettare (la biodiversità e il suolo. Gli animali, anche quelli d’allevamento. Le diverse tradizioni alimentari…). Significa risanare (le terre inquinate. Le terre di mafia. Le terre desertificate…).

Significa sfamare (gli indigenti del terzo mondo e gli emarginati del primo. Scolari e anziani in modo sano…). Significa mettere a frutto (il cibo oggi sprecato. Le competenze agricole tradizionali.  L’energia dei nuovi giovani agricoltori…). Significa educare (alla sostenibilità. Alla convivenza. All’interconnessione e alla complessità. Al pensiero critico e alla lettura…). Significa accogliere (turisti. Altre tradizioni e culture…). Significa condividere (conoscenze e competenze. Risorse. Buone pratiche…).

Questa roba si chiama “format”: ce l’hanno le serie televisive e le grandi catene di distribuzione, i giornali e i programmi radio, le campagne pubblicitarie, i videogame, i siti web e Wikipedia. Un format non è altro che la struttura logica che aiuta a leggere un evento o una narrazione, orientandosi e cavandone un senso.

E, tra l’altro: non è che lo dico adesso perché mi sono svegliata di malumore. Ne ho parlato nel lontano 2009, davanti a un Formigoni tutto arancione e a una Letizia Moratti tutta beige. Il video è rovinato (se cliccate un po’ di volte, comunque, parte) ma l’audio si sente abbastanza. E qui c’è il testo dell’intervento: tutto nei quattro minuti previsti. Ah, tra l’altro parlavo anche di difficoltà nel garantire la trasparenza delle scelte.

Fonte http://nuovoeutile.it/nutrire-il-pianeta/#sthash.ecAUZWXq.dpuf

Leggi il seguito di questo post »

Arvaia – cooperativa agricola biologica solo per soci

domenica, luglio 28th, 2013

DSCN1831

La mia ricerca personale di terra sembra finalmente approdata a un luogo eticamente sostenibile oltre che vivace e interessante.

le premesse almeno ci sono tutte :  il gruppo di persone che hanno formato la cooperativa è unito e motivato e a mano a mano che si va avanti con le sottoscrizioni si conoscono persone interessanti che si muovono in un’ottica di transizione.

per conoscerli meglio ci vuole poco, basta andare direttamente sul campo il sabato mattina, quando oltre alla distribuzione delle cassette c’è la possibilità di acquistare altri prodotti , e se sono prodotti in sovraproduzione il prezzo va dal gratis all’euro al kg. (solo per i soci ovviamente)

ecco la descrizione che si trova sul sito

La coop nasce nel solco dei CSA (Community Supported Agricolture, agricoltura sostenuta dalla comunità) associazioni di cittadini presenti in Europa e nel mondo, che si fanno attori nella produzione di cibo in modo sostenibile con agricoltura biologica/biodinamica ed il minimo utilizzo di energie fossili. La base sociale raccoglie fin da ora oltre 100 soci in gran parte provenienti da Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) delle aree circostanti in una filiera corta e partecipativa nell’ottica della sovranità alimentare. Il cibo prodotto dalla cooperativa raggiungerà direttamente i cittadini soci guadagnando in freschezza, minore impatto ambientale e quindi salute per tutti. Le molte iniziative analoghe presenti in Europa sono svolte su terreni privati mentre questa oltre ad essere la prima in assoluto in Italia sarà anche pioniera portando Bologna per prima a sperimentare questa nuova forma di gestione diretta della terra come bene comune. 

Prima il mangime, poi la morale

lunedì, gennaio 7th, 2013

12276_4412530866046_1795921029_n

W.H. Auden  Prima il cibo, poi l’etica,

L’essere umano deve assumere le calorie

prima di poter considerare il fatto di mettersi in risalto,

attaccarti o giocare a scacchi,

e fare la cosa giusta è comunque difficile:

allora sicuramente quelli che credono

che Dio è commestibile possono considerare che mangiare

una buona omelette sia un’azione cristiana.

Leggi il seguito di questo post »

Il Kamut : forse non tutti sanno che…

lunedì, settembre 17th, 2012

 

E’ proprio vero che non si finisce mai di imparare .

Ho appena scoperto questa cosa del kamut e mi sento davvero in dovere di diffonderla, perchè a me pare di essere una personcina abbastanza attenata alle cose, al non farsi fregare, a cercare  sempre l’informazione giusta, ma questa l’ho scoperta proprio per caso.

La storia è questa. Il kamut nella percezione mia e probabilmente di tante altre persone che vogliono e cercano di mangiar sano, magari spendendo anche qualcosa di più, è un cereale antico, senza glutine che è stato recuperato, rivalutato,diffuso ecc ecc. Leggi il seguito di questo post »

Risorgimento della terra

giovedì, aprile 5th, 2012

la Pasqua si avvicina, grandi cambiamenti all’orizzonte ed io festeggio il momento con 2 citazioni  e una canzone

Finita la Quarantena, si avvicina il Risorgimento di Gesù” ( giovane cattolico. non stava mica scherzando mentre me lo diceva)

Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti, sognavo di cambiare il mondo. Leggi il seguito di questo post »

Le galline rosse e gli occhiali

sabato, febbraio 25th, 2012
Le selezioni del bestiame sono iniziate negli anni 20, 30 in Italia, con la successiva igienizzazione dei locali e degli ambienti, che ha provocato problemi a livello di anticorpi. Poi sono subentrati tutti gli obblighi di vaccinazione, così oggi gli animali non resistono più a niente. Ci sono voluti settant’anni per peggiorarli, ci vorranno altri settant’anni per farli tornare com’erano prima. Leggi il seguito di questo post »

Accesso alla terra

venerdì, dicembre 30th, 2011

nella mia personale ricerca di terra sto avendo una sorpresa dietro l’altra. ieri ad esempio ho incontrato un mecenate. Neanche pensavo esistessero e invece …. ci sono persone quindi che possono dare e che lo fanno senza nulla chiedere in cambio.

Il fatto che sia una donna mi fa ben sperare nell’armonia del  percorso che andremo a creare insieme e anche quella cosa che ha detto a proposito dell'”aria magica” che si respira in quel particolare luogo di Castel De’ Britti,mi ha fatto ben pensare. Leggi il seguito di questo post »

tera tera

lunedì, novembre 28th, 2011

Della serie, cominciamo a ridimensionare un pò tutto? cominciamo a rivedere un pò anche i modus operandi di noi creativi culturali? mi ci metto anch’io ovviamente e questo mia ossessione compulsiva per la ricerca dell’immagine bella da pubblicare e\o per la “forma”estetica da dare alle mie idee e progetti, tralasciando spesso e volentieri la sostanza. vorrei tornare a dei concetti tera tera appunto e non solo perchè di ritorno alla terra ormai ne parlano tutti .

Come dev’essere stato vedere quello che ha visto il mozzo dalla coffa dell’albero maestro della caravella di Colombo? O, ancora meglio, quello che ha visto il mozzo sulla nave di Cook.

TERRA? TERRA? Leggi il seguito di questo post »

AgriCulture Urbane – i Colli Bolognesi

lunedì, novembre 14th, 2011

Ultimamente , nella mia personale ricerca di terra, sono andata a vedere un appezzamento di 10 ettari sui Colli. terreno agricolo senza diritto di edificabilità  (e meno male!) . La case del contadino è già stata venduta anni fa.

Ora,vogliono lo stesso 250.000 euro che io dico, ma con l’agricoltura come fai a recuperare quei soldi lì?

Eppure i colli bolognesi sarebbero perfetti per un agricoltura urbana, per un consumo a km 0.Potrebbe essere una piccola r-evoluzione culturale per Bologna, che rientrerebbe in possesso del suo polmone verde . Leggi il seguito di questo post »