Archivio per la categoria ‘mediale

Cambiamento Climatico

lunedì, febbraio 1st, 2016

Green washing cambiamento climatico e Maurizio Crozza

“forse lei pensa che l’elettricità in questo pianeta si ottenga sfregando maglioncini infeltriti”

 

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ARCHIVIO DIGITALE INFINITO

giovedì, gennaio 7th, 2016

IL SOGNO DI TUTTI QUELLI CHE LAVORANO CON L’IMMAGINE SI È CONCRETIZZATO IERI.

LA BEFANA HA REGALATO A TUTTO IL MONDO UNA MAPPA INFINITA DI IMMAGINI AD ALTA RISOLUZIONE.

E NAVIGAR È DOLCE IN QUESTO MARE

 

 

 

Antropobjects

lunedì, dicembre 2nd, 2013

Il Supermario food è spettacolare, come il resto delle gif che si trovano nella pagina , ma ancora più spettacolare è questa pagina quisqualo cerniera

La Bolla mediatica

lunedì, dicembre 2nd, 2013

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wonder woman

Come si vede dall’immagine, la posizione di Mussolini è uguale a quella di Wonder Woman. Il collegamento l’ho fatto perchè ho appena visto questo Ted Talk in cui si parla di Posture che aiutano ad abbassare lo stress.

Faccio questo paragone perchè ho appena scoperto che la marcia su Roma è stata una grossissima operazione mediatica. In realtà si trattava di un semplice insediamento di governo (Mussolini era stato nominato primo ministro dal Re ) e solo con il primo anniversario (l’anno primo della Repubblica fascista) si crearono ad arte le immagini di folle che marciavano su Roma.

La connessione si chiude con un interessante articolo recuperato in rete

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Le false verità

martedì, ottobre 1st, 2013

e le foto che hanno cambiato il mondo… alcune sono false. trova l’errore

clicca qui

L’esperimento sull’autorità

mercoledì, marzo 6th, 2013

consigli di lettura del giorno

 

 

Il futuro prossimo venturo

domenica, aprile 29th, 2012

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MESSAGGI CHAT SUPERANO SMS: 19MLD CONTRO 16,7

29/04/2013 20:08

SMS: 19MLD CONTRO 16,7 I messaggi di chat generati da app come WhatsApp e Gtalk nel 2012 hanno superato gli sms.E’ quanto emerge da uno studio dell’azienda di analisi Informa. Lo scorso anno, sono stati scambiati 19 miliardi di messaggi di chat e 17,6 miliardi di sms. Una differenza che nel 2014 salirà, secondo gli analisti: 50 miliardi di chat e 21 di sms.

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Essere protagonisti del nostro tempo

lunedì, ottobre 31st, 2011

L’anno scorso coniai questo “slogan”    (che poi magari la frase era già stata usata  ed io l’ho solo ripresa senza ricordarmi dove…mi succede spessissimo).

Serviva a spiegare un incontro  con Balzani e Bottone. Nel frattempo mi sono successe un sacco di cose e finalmente posso dire di essere diventata proprio io in prima persona una protagonista del nostro tempo.

Persino i giornali se ne sono accorti, tanto da dedicarmi un articolo intero. Come al solito c’è qualche inesattezza (le mie figlie  hanno più di vent’anni – perchè, seppur cinquantenne, ho partorito presto rispetto ai miei coetanei -ma  soprattutto vivono per conto loro) ma finalmente anche il Corriere della Sera si accorge di me.

Certo poi l’autrice si perde in un discorso di cosmesi e vanità che sinceramente poco c’azzecca, ma si riprende abbastanza bene quando accenna  all’aspetto sociologico della donna costretta alla cura.

L’unico dubbio mi è venuto leggendo questo brano

E se delle difficoltà che le trentenni affrontano per tenere insieme marito-figli-ufficio si è parlato moltissimo in questi anni, le peripezie delle cinquantenni — quattro milioni e mezzo di donne in Italia — sono state pressoché ignorate.

Ebbene, se in questi anni si è parlato di trentenni e delle loro difficoltà…io c’ero. Anche lì c’ero.Cioè…mi sa che  so’ troppo esibizionista!!!

 

disinformazioni pilotate o delirium tremens?

domenica, ottobre 23rd, 2011

Metteremo dei fiori nei nostri serbatoi

In sintesi (chi ha voglia di saperne di più,ecco qui l’articolo),alcune notazioni sull’ultimo saggio di Robert Laughlin, premio Nobel per la fisica, uno con ” i piedi per terra” secondo Rampini, giornalista di Repubblica.

Un esperto, quindi, in grado di“ragionare su vincoli e leggi della fisica fondamentali”.

E meno male che Rampini parla almeno di  futuro inevitabile, “quando i carburanti fossili nelle viscere della Terra saranno finiti”, anche se  lascia ad altri le diatribe sulla data esatta in cui ciò accadrà.

La ricetta di Laughlin?

Quando sarà finito il petrolio continueremo a guidare automobili e illuminare case e strade. Con cosa? “Con un nuovo tipo di carburante tratto dalle piante che coltiveremo nei deserti e negli oceani.Basta scegliere un orizzonte temporale un po’ più lungo, per esempio due secoli. Nell’arco di vita della nostra Terra equivale a un battere di ciglio; ma anche nella storia dell’umanità è un periodo breve: appena sei generazioni. A quel punto sarà iniziata l’Era post-fossile, su questo non c’è dubbio”.

L’articolo è un mix di verità , ormai incontestabili, messe insieme a scenari fantastici , tanto da farci pensare che, in fondo in fondo l’esperto ha  ragione.

E allora,  che ci preoccupiamo a fare? la festa non è finita! Tra 2 secoli avremo il biocarburante oceanico.

 

Ce la cantano e ce la suonano

sabato, ottobre 22nd, 2011

Poche persone hanno notato il post apparso sul blog ufficiale di Google il 4 dicembre 2009. Non cercava di attirare l’attenzione: nessuna dichiarazione sconvolgente né annunci roboanti da Silicon valley, solo pochi paragrafi infilati tra la lista delle parole più cercate e un aggiornamento sul software finanziario di Google.

Ma non è sfuggito a tutti. Il blogger Danny Sullivan analizza sempre con cura i post di Google per cercare di capire quali sono i prossimi progetti dell’azienda californiana, e lo ha trovato molto interessante. Più tardi, quel giorno, ha scritto che si trattava del “più grande cambiamento mai avvenuto nei motori di ricerca”. Bastava il titolo per capirlo: “Ricerche personalizzate per tutti”.

Oggi Google usa 57 indicatori – dal luogo in cui siamo al browser che stiamo usando al tipo di ricerche che abbiamo fatto in precedenza – per cercare di capire chi siamo e che genere di siti ci piacerebbe visitare. Anche quando non siamo collegati, continua a personalizzare i risultati e a mostrarci le pagine sulle quali probabilmente cliccheremo.

Di solito si pensa che facendo una ricerca su Google tutti ottengano gli stessi risultati: quelli che secondo il famoso algoritmo dell’azienda, PageRank, hanno maggiore rilevanza in relazione ai termini cercati. Ma dal dicembre 2009 non è più cosi. Oggi vediamo i risultati che secondo PageRank sono più adatti a noi, mentre altre persone vedono cose completamente diverse. In poche parole, Google non è più uguale per tutti.

Accorgersi della differenza non è difficile. Nella primavera del 2010, mentre la piattaforma Deepwater Horizon vomitava petrolio nel golfo del Messico, ho chiesto a due mie amiche di fare la stessa ricerca su Google. Entrambe vivono nel nordest degli Stati Uniti e sono bianche, colte e di sinistra: insomma, due persone abbastanza simili. Entrambe hanno cercato “Bp”. Ma hanno ottenuto risultati molto diversi. Una ha trovato informazioni sugli investimenti legati alla Bp. L’altra le notizie. In un caso, la prima pagina dei risultati di Google conteneva i link sull’incidente nel golfo, nell’altro non c’era niente del genere, solo una pubblicità della compagnia petrolifera. Perfino il numero dei risultati era diverso: 180 milioni per una e 139 milioni per l’altra. Se le differenze tra due donne di sinistra della costa est erano cosi grandi, immaginate quanto possono esserlo, per esempio, rispetto a quelle di un vecchio repubblicano del Texas o di un uomo d’affari giapponese.

Ora che Google è personalizzato, la ricerca di “cellule staminali” probabilmente dà risultati diametralmente opposti agli scienziati che sono favorevoli alla ricerca sulle staminali e a quelli che sono contrari. Scrivendo “prove del cambiamento climatico” un ambientalista e il dirigente di una compagnia petrolifera troveranno risposte contrastanti.

La maggioranza di noi crede che i motori di ricerca siano neutrali. Ma probabilmente lo pensiamo perché sono impostati in modo da assecondare le nostre idee. Lo schermo del computer rispetta sempre più i nostri interessi mentre gli analisti degli algoritmi osservano tutto quello che clicchiamo. L’annuncio di Google ha segnato il punto di svolta di una rivoluzione importante ma quasi invisibile del nostro modo di consumare le informazioni. Potremmo dire che il 4 dicembre 2009 è cominciata l’era della personalizzazione.

Il mondo digitale sta cambiando, discretamente e senza fare troppo chiasso. Quello che un tempo era un mezzo anonimo in cui tutti potevano essere chiunque – in cui nessuno sa che sei un cane, come diceva una famosa vignetta del New Yorker – ora è un modo per raccogliere e analizzare i nostri dati personali. Secondo uno studio del Wall Street Journal, i cinquanta siti più popolari del mondo, dalla Cnn a Yahoo! a Msn, installano in media 64 cookie e beacon carichi di dati su di noi. Se cerchiamo una parola come “depressione” su un dizionario online, il sito installa nel nostro computer fino a 223 cookie e beacon che permettono ad altri siti di inviarci pubblicità di antidepressivi. Se facciamo una ricerca sulla possibilità che nostra moglie ci tradisca, saremo tempestati di annunci sui test del dna per accertare la paternità dei figli. Oggi la rete non solo sa che sei un cane, ma anche di che razza sei, e vuole venderti una ciotola di cibo.

fonte http://www.pinobruno.it/2011/07/google-non-e-piu-uguale-per-tutti/