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Mac Guffin vs Serendipity

lunedì, novembre 21st, 2016

ImproSocial Lab & Play

Julius H. Comroe: «la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino».

L’altra sera al termine di una cena con delitto, il commensale/investigatore che aveva risolto il caso si è avvicinato per chiedermi “cosa fossi andata a fare a Budapest il giorno prima dell’omicidio”.

La mia risposta è stata “nulla. Si trattava di un MacGuffin”

Il Mac Guffin è un espediente narrativo per mettere in moto la vera storia

Un esempio per tutti, i 40.000 dollari che Marion Crane ruba in Psyco. La busta dove ripone il malloppo è nella scena iniziale del film e compare spessissimo ma alla fine Hitch non ci dice (notate l’assonanaza prego) cosa diavolo ci fosse dentro.

Ma cosa c’entra il MacGuffin con la Serendipity o serendippo che dir si voglia? Nulla! Appunto. Si tratta solo di un’espediente narrativo.

La sua ragion d’essere sta nel fatto che ho preso in mano proprio stamattina un libro di Kundera : “Il Sipario”.

Cito, quoto, fate un po’ voi, quel che mi ha colpito :

Teoria del romanzo :

Fielding è stato uno dei primi romanzieri in grado di concepire una poetica del romanzo; ciascuna delle diciotto parti di Tom Jones si apre con un capitolo dedicato a una sorta di teoria del romanzo (teoria leggera e amena; perché è così che un romanziere fa teoria : salvaguardando gelosamente il suo linguaggio, rifuggendo come la peste dal gergo degli eruditi).

Fielding ha scritto il suo romanzo nel 1749, quindi due secoli dopo Gargantua e Pantagruele, un secolo e mezzo dopo Don Chisciotte e tuttavia, benchè si richiami a Rabelais e Cervantes, egli condidera il romanzo un’arte nuova tanto da definirsi “il fondatore di una nuova provincia letteraria”.

Questa “nuova provincia” è così nuova che non ha ancora un nome! Per essere più precisi, in inglese ha due nomi novel e romance, ma Fielding si impone di non utilizzarli: appena scoperta, la nuova provincia è infatti già invasa da uno sciame di romanzi stupidi e mostruosi” (…) per non essere accomunato a loro evita accuratamente il termine romanzo e definisce la nuova arte come”scritto prosai-comi-epico”(….)

In Tom Jones, al centro della narrazione, Fielding si ferma d’improvviso per dichiarare che uno dei personaggi lo lascia stupefatto,il suo comportamento gli appare come “la più inspiegabile di tutte le assurdità che siano mai entrate nel cervello di quella strana e prodigiosa creatura che è l’uomo”.

In effetti questa è per Fielding, la prima spinta a scrivere (…)

L’invenzione (anche in inglese invention) è la parola chiave; egli si richiama alla sua origine latina inventio, che significa scoperta. Inventando il suo romanzo, scopre un aspetto sino allora ignoto della natura umana; un’invenzione romanzesca è per Fielding un atto di conoscenza, “rapida e sagace penetrzione della vera essenza di tutto ciò che costituisce l’oggetto della nostra contemplazione” (…)

l’aggettivo rapida (quick) fa capire che si tratta dell’atto di una conoscenza specifica dove l’intuizione svolge un ruolo fondamentale

intuizione > imvenzione > scoperta : ecco la quadratura del cerchio, il mio cerchio personale almeno, quello che mi porta sempre più ad approfondire la tematica dell’improvvisazione come strumento di resilienza :

Ed ecco la narrazione :

Ieri ho fatto un primo incontro di ImproSocial Lab & Play, un laboratorio per creare un gruppo che rappresenti il pubblico (a tutti gli effetti una Comunità) partendo da un tema a forte valenza sociale.

Mi sono portata le maschere, perché volevo sperimentarle anche con chi non le aveva mai usate.

Il risultato è stato sorprendente. Da un’intuizione è nata un’invenzione condivisa, che ha portato a una grande scoperta.

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Dyrante il feedback finale, le frasi di chi ha partecipato sono state queste :

ho sentito l’importanza del corpo e del movimento nello spazio”

avevo piena consapevolezza di me”

strano come la parola, anche s eimprovvisata, abbia preso forza, assunto valore”

mi ha portato a un ascolto amplificato”

anche chi non ha mai fatto teatro aveva presenza scenica”

intuizione > invenzione > scoperta

Una scoperta simile per certi versi a quella dell’acqua calda, visto che da sempre mi sento ripetere che “la maschera non nasconde ma rivela”, ma è la prima volta che questa cosa mi è apparsa evidente.

Probabilmente per qualcuno questo post sembra  un Mac Guffin…si può sempre consolare con questo : 

Tre princìpi di Serendippo

Prìncipi e princìpi

martedì, novembre 15th, 2016

i tre principi di Serendippo

Breve estratto da “I 3 Prìncipi di Serendippo” di Cristoforo Armeno

“C’era anticamente ad Oriente, nel paese di Serendippo, un grande e potente re, chiamato Giafar, il quale aveva tre figli maschi, coltissimi perché educati dai più grandi saggi del tempo, ma privi di un’esperienza altrettanto importante di vita vissuta.

Per provare, oltre alla loro saggezza, anche le loro attitudini pratiche, decise di allontanarli dal regno e, perchè diventassero ancora più perfetti, stabilì che andassero a vedere il mondo per conoscere per esperienza diretta i diversi costumi e i modi di fare di molte nazioni che già conoscevano per averli studiati sui libri o appresi dai precettori. Durante il loro viaggio i tre fecero diverse scoperte, grazie al caso e alla loro sagacia, di cose che non stavano cercando.

Da poco giunti nel Paese del potente imperatore Bahrām, i principi si imbatterono in un cammelliere, disperato perché aveva perduto il proprio animale. I tre pur non avendolo visto, dissero al poveretto di averlo incontrato un bel po’ avanti, lungo la strada. Per assicurare il cammelliere gli fornirono, come prova, tre elementi: il cammello perduto era cieco da un occhio, gli mancava un dente in bocca ed era zoppo. Il buon uomo, ripercorse a ritroso la strada ma non riuscì a ritrovare l’animale.

Il giorno seguente, ritornato sui suoi passi, incontrò di nuovo i tre giovani e li accusò di averlo ingannato. Per dimostrare di non aver mentito i tre principi aggiunsero altri tre elementi. Gli dissero che il cammello aveva una soma, carica da un lato di miele e dall’altro di burro, portava una donna, e questa era incinta.

Di fronte a questi particolari, il cammelliere diede per certo che i tre avessero incontrato il suo animale ma, vista la ricerca infruttuosa, li accusò di avergli rubato il cammello. I nobili singalesi, imprigionati nelle segrete dell’imperatore Bahrām, affermarono di aver inventato tutto per burlarsi del cammelliere ma le apparenze li inchiodavano e così vennero condannati a morte perché ladri.

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