Archivio per la categoria ‘Transistorie

Perchè Zo’è

giovedì, luglio 13th, 2017

10 anni fa /era proprio luglio  ero alla ricerca del nome per la nuova avventura che stava nascendo e mi sono imbattuta in un documentario, che non era Il Sale della terra di Salgado ma era altrettando ispirante, quasi un serendippo.

Ho scoperto infatti l’esistenza di questo popolo, definito Il Popolo dell’Utopia Possibile perchè senza ordine gerarchico.Infatti il termine Zo’é, in lingua tupi, significa “Noi”. Ma il nome Zoè  ha tante suggestioni, ad esempio in greco antico è contapposto a biòs e significa “essenza della vita senza inizio nè fine”…forse per questo Calvino ha chiamato così una delle sue città invisibili. Insomma il nome è tutto e così è nato il nome di Zoè Teatri.  Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Prima di Halloween

lunedì, ottobre 31st, 2016

20161010_155443-01.jpeg

(da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri)

La Festa dei Morti in Sicilia
Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.
Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.
I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di uno sparluccicante triciclo.
Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine. Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.

Inventori al femminile : Eva

mercoledì, novembre 5th, 2014

hedy

Forse non tutti sanno che tante sono le invenzioni al femminile. Qui  si trova una bella carrellata ma questa storia manca e siccome è particolare me la appunto nel RimeDiario.

Eva Maria Kiesler, nata a Vienna nel 1913 da genitori ebrei. A soli 16 anni inizia a studiare ingegneria, ma il suo destino prende una piega diversa. A 19 anni, col nome di Hedy Kiesler, è protagonista nel film muto cecoslovacco “Estasi” col primo nudo integrale della storia del cinema: uno scandalo mondiale per l’epoca.  da lì inanella una serie impressionante di mariti, sei, tra cui l’ industriale degli armamenti Fritz Mandl, da cui fugge, travestita da cameriera nella primavera del 1937.

Approda infine a Hollywood dove con il nome di Hedy Lamarr è proclamata la donna più bella del mondo,  talmente bella da essere presa da modello per la Biancanev di Disney.

Considerata dai più solo una starlette, aveva una testa mica da poco Hedy Lamarr. Leggi il seguito di questo post »

Religioni del terzo millennio

martedì, luglio 22nd, 2014

googlemania

Gennaio 2020

Il dio del terzo millennio

Each year, Google changes its search algorithm around 500–600 times

Google ha continuato a espandersi e a perfezionare la sua offerta di informazioni fino a rendere impossibile la sopravvivenza economica di ogni altro motore di ricerca, e l’ha integrata con una gran quantità di servizi (dai viaggi al fitness, dalle traduzioni all’istruzione, alle previsioni meteo, alla logistica). Supporta stabilmente l’Interpol, l’Organizzazione mondiale della sanità, la Nato con servizi dedicati non accessibili al pubblico.

I tentativi – sempre più flebili – dei concorrenti sono cessati nel 2017. Del resto, l’offerta di Google è universale e gratuita. L’accesso è semplice e intuitivo, ubiquo, perfino con gli antiquati smartphone. Per questo piace. I bambini imparano l’uso del motore di ricerca insieme all’alfabeto.

In un mondo globalizzato, che grazie alla banda larga consuma zettabyte come caramelle ed è dipendente dal web tanto da dovercisi rispecchiare per conoscere e definire se stesso, la posizione che una notizia, un’idea, un sito, un video, un luogo, un nome, un’immagine, un prodotto o un servizio (insomma: qualsiasi cosa) hanno nelle graduatorie di ricerca di Google e YouTube ne determinano il successo o l’insuccesso. Prodotti e servizi nuovi sono concepiti in funzione della loro possibilità di scalare posizioni nei ranking.

Leggi il seguito di questo post »

Il peso forma delle vacche

sabato, marzo 29th, 2014

vacca sacra meneguzzo

Qui si passa dalle vacche grasse alle vacche magre, senza pensare che anche le vacche hanno diritto a un loro peso forma.

 

Ho deciso di dedicarmi all’esercizio di immaginare il futuro di qui a 50 anni. Come sarà il mondo nel 2064? Le vacche ancorchè non sacre, avranno raggiunto finalmente  un peso forma?

L’idea  mi viene da Asimov che nel 1964 scrisse questo articolo qua in cui parlava dei progressi nella società del 2014 :

  1. Ci saranno veicoli guidati da robot. I viaggi si potranno programmare verso destinazioni diverse. La guida non avrà le interferenze dei riflessi umani.
  2. I trasporti cercheranno di evitare la dispersione di energia nell’attrito col suolo e quindi gli aerei saranno il mezzo più usato, ma anche i treni viaggeranno sospesi.
  3. Tutti gli schermi saranno sostituiti. Ci sarà spazio per cubi trasparenti e effetti tridimensionali.
  4. Gli elettrodomestici allevieranno le attività degli uomini. Ci saranno macchine che faranno il caffè, che riscalderanno l’acqua, che faranno pane tostato. Cucine intelligenti che prepareranno la colazione: si potrà decidere la notte cosa mangiare la mattina seguente. Il cibo sarà principalmente pre-cucinato e pre-confezionato.
  5. L’uomo creerà ambienti che si adattano a se stesso. Entro il 2014 ci saranno pannelli luminosi che daranno vita a particolari giochi di luce.
  6. La forza lavoro saranno le macchine robotizzate e compito dell’uomo sarà svilupparle e farle funzionare.
  7. La parola lavoro sarà quella più importante del dizionario del nuovo secolo e del nuovo millennio. Scompariranno tanti lavori tradizionali che saranno sostituiti dalle macchine.
  8. L’istruzione superiore sarà basata su linguaggi informatici e tecnologici.
  9. L’umanità dovrà fare i conti con la noia, un malessere che si diffonderà con velocità allarmante.

Leggi il seguito di questo post »

Comicità di genere

lunedì, agosto 26th, 2013

penne-femmine

A Bic for Her (“Una Bic per Lei”).

L’anno scorso la Bic si era inventata questa cosa qui delle Penne per signora. L’idea ,immediatamente sbeffeggiata dalla rete (“Grzazie alla bic  finalmente potrò scrivere le mie ricette”   “finalmente una penna per segnare il ciclo in agenda” ecc ecce ) tanto da creare addirittura una pagina su tumblir

La cosa non è sfuggita a  Bridget Christie, comica britannica che ha portato uno spettacolo sul tema al Fringe Festival di Edimburgo.

Per la prima volta da anni una donna ha vinto il primo premio, sfatando il mito che la donna non fa ridere, e per di più con una commedia femminista che oltre a far ridere fa anche pensare.

.  Qui tutte le info

Edinburgh comedy award 

La speranza è una trappola

venerdì, maggio 17th, 2013

la-speranza-ii-klimt-particolare

“Mario Monicelli non solo ha una cultura vastissima, ma se la ricorda pure

(Francesco Rosi,in occasione della festa organizzata per il novantesimo compleanno del regista.)

La speranza è una trappola, è una parola che non si deve usare è una parola inventata dai padroni

La speranza + quella di quelli che dicono che “Dio! state buoni! state zitti! Pregate che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà.

Si siete dei precari ma state buoni state buoni tornate a casa tanto tra due o tre mesi vi riassiumiamo vi ridaremo il posto abbiate speranza.

Mai avere speranza

la speranza è una trappola

è una cosa infame inventata da chi comanda

un altro bonzo

giovedì, agosto 23rd, 2012

ne è morto un altro.

Si era dato fuoco,come un bonzo, davanti a Montecitorio. 54 anni, vedovo, senza un lavoro fisso da tempo.

A me è venuta in mente questa poesia di Luigi De Ruscio e anche la canzone di Jannacci.

Leggi il seguito di questo post »

Teatro & RiCreAzioni Culturali

martedì, agosto 21st, 2012

Zoè Teatro & RiCreAzioni Culturali

Questa roba qui è da quando avevo 16 anni che la vivo e la penso e la medito e combatto per attuarla, tra gli alti e bassi della vita (senza trascurare il periodo rampante, doverosamente attraversato, come tutti quelli incappati negli anni 80)

La vivo e la penso e la medito e ci combatto per attuarla da quando stavo nel gruppo di musica popolare “alla maniera di Nuova Compagnia”, o da quando suonavo per strada o nei ristoranti (la Joan Baez de nojarti) o da quando ero al Dams (e il Teatro nella piazza degli scontri con Scabia),e già ero al Fossato qui a Bologna e lentamente venivo risucchiata nel mondo reale, quello dei soldi necessari a tenere famiglia.

Ci sono voluti 20 anni per capire che qualcosa non andava in quel sistema e meno male che me ne sono accorta e meno male che  mi sono riappropriata dell’idea di Teatro Sociale, anche se è dura remare a denti stretti attraverso innumerevoli giorni di fatica.

Il teatro è come una barca, è soltanto grande così, ma la rivolta è il rovesciamento del sistema, la rivoluzione è il capovolgersi della marea.

Julian Beck Ouro Preto (Brasile), 6 maggio 1971.

e ancora Leggi il seguito di questo post »

Perdita di memoria

venerdì, agosto 10th, 2012

A chi non è capitato di perdere dati senza aver fatto il backup? a me è successo l’anno scorso e faccio ancora fatica a riprendermi la memoria perduta. La rintraccio qua e là tra le cose caricate sul web in quest’ultimo anno. Da allora ancora di più pubblico sul web spezzoni di vita anche personale.

So di non essere sola in questa convinzione. D’altra parte leggo su  CISCO che il traffico o cloud mobile rappresenterà oltre il 70% del traffico dati mobile totale, rispetto al 45%, per fissare le idee, del 2011. L’incremento, soltanto tra il 2015 e il 2016, sarà pari al triplo dell’intero volume di traffico Internetmobile stimato per l’anno 2012. Gli smartphone, i tablet e gli altri portatili genereranno circa il 90% del traffico mobile globale entro il 2016, una fetta del 5% andrà al M2M (machine to machine), tipico dei cicli acting&sensing, mentre i gateway mobile a banda larga residenziali copriranno il rimanente 5%.

E ancora “gli smartphone rappresentano solo il 12 per cento del totale cellulari a livello mondiale in uso oggi, ma rappresentano oltre l’82 per cento del totale del traffico globale dei telefoni cellulari “.

tutto questo lo leggo oggi insieme con quest’altra notizia :

UNA VITA (digitale) completamente cancellata. Leggi il seguito di questo post »